Convenzione di Palermo: venti anni di lotta alla criminalità internazionale

2' di lettura 14/12/2020 - Era il 15 novembre del 2000 e la città di Palermo fece da cornice alla firma della Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale. Entrò in vigore il 29 settembre 2003 con l'adesione, ad oggi, di 190 Stati dell'Onu su 193.

Grazie a quell'intesa non esistono più battaglie solitarie contro un fenomeno che non ha un'appartenenza territoriale, ma ogni Stato può contare sulla collaborazione degli altri Paesi, sulla condivisione delle competenze e delle esperienze nazionali.

A ricordare questo importante accordo una lettera congiunta, pubblicata sul quotidiano CdS, a firma dei ministri degli Esteri Di Maio, dell'Interno Lamorgese e della Giustizia Bonafede.

La “Convenzione di Palermo” rappresenta la cornice giuridica più ampia e lo strumento più attuale e importante per la cooperazione di polizia nel contrasto al crimine organizzato. Nell'intesa confluisce il know-how di ciascun firmatario, un anello di congiunzione che valica le frontiere al servizio della legalità, della sicurezza e della giustizia globale.

Un risultato straordinario raggiunto grazie alla capacità di visione di Giovanni Falcone che, interpretando lo sforzo quotidiano e l'efficacia del sistema nazionale di polizia e giustizia, comprese come solo una cooperazione internazionale, che fosse la più ampia possibile, avrebbe potuto infliggere pesanti sconfitte alle mafie.

Poche settimane prima di essere ucciso, il giudice aveva partecipato a Vienna alla prima sessione delle Nazioni Unite sulla prevenzione del crimine e sulla giustizia penale e in quella sede chiese con forza un impegno globale nella lotta alla mafia. Lo scorso ottobre l'Untoc (United Nations Convention against Transnational Organized Crime) ha approvato la «risoluzione Falcone» presentata dall'Italia, che riconosce il suo ruolo pionieristico e come il suo «lavoro e sacrificio hanno aperto la strada all'adozione della Convenzione».

A livello operativo, ciò che caratterizza maggiormente la Convenzione è il ricorso a strumenti di contrasto avanzati: le tecniche investigative speciali, le consegne controllate, la sorveglianza elettronica, le operazioni sotto-copertura, la protezione dei testimoni, l’analisi criminale e la prevenzione. Soprattutto le investigazioni comuni svolte costituiscono uno dei più efficaci strumenti di cooperazione contro le organizzazioni criminali transnazionali.

Da parte nostra - si legge nella lettera - non possiamo che assicurare che continueremo a livello internazionale un contrasto senza tregua a tutte le mafie. In questa azione lo Stato italiano è in prima linea. «Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini», era solito dire Giovanni Falcone. Oggi possiamo con orgoglio affermare che le sue idee continuano a camminare sulle gambe di donne e uomini di 190 Paesi al mondo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2020 alle 12:31 sul giornale del 15 dicembre 2020 - 203 letture

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