Bancarotta, false fatture e riciclagglio nel business dei rifiuti: sequestro da 2,5 milioni

3' di lettura 16/07/2021 - Si sarebbero arricchiti illecitamente con gli appalti per la gestione dei rifiuti, comprando ville, barche e auto di lusso: arrestate tre persone nel Palermitano, sequestrati beni per 2,5 milioni di euro.

In una operazione congiunta, carabinieri e guardia di finanza hanno eseguito cinque misure cautelari emesse dal gip di Palermo tra Partinico, San Giuseppe Jato e San Cipirello. Tre persone sono state arrestate (ai domiciliari): Michele Lo Greco, 30 anni, Stefano Lo Greco, 36, e la moglie di quest’ultimo, Valentina Mangano, 27 anni. Il gip ha inoltre disposto l'obbligo di dimora per Vincenzo Lo Greco, 71 anni, e la sospensione del servizio a Giuseppe Gallo, dipendente del Comune di Partinico. Indagato a piede ibero un commercialista. Sono accusati, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, intestazione fittizia di beni e quote societarie, inadempimento di contratti per pubbliche forniture, utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio.

I Lo Greco sono gli amministratori della Cogesi srl di San Giuseppe Jato, che fino al 2019 si è occupata della raccolta dei rifiuti a Partinico. Azienda che è stata poi portata al fallimento costituendone un’altra, la Eco Industry srl. Entrambe le ditte erano già state oggetto di provvedimenti interdittivi antimafia per collegamenti con esponenti mafiosi del mandamento di San Giuseppe Jato.

Le indagini, coordinate dalla procura di Palermo, erano partite nel settembre 2018 in seguito ad un incendio che aveva mandato in fiamme alcuni mezzi e strutture dell’autoparco del Comune di Partinico. Da intercettazioni telefoniche e ambientali è emersa una possibile connessione tra l'incendio, come atto intimidatorio, e una procedura di affidamento per il nolo dei mezzi destinati al servizio di raccolta dei rifiuti che il Comune aveva aggiudicato alla Cogesi. Dalle indagini sono emersi numerose irregolarità e inadempimenti contrattuali coperti con la complicità del dipendente comunale.

È stato accertato che gli indagati avrebbero architettato un fittizio aumento del capitale della ditta per accrescere la solidità economico-finanziaria e patrimoniale dell’azienda e accedere così a bandi di gara più consistenti, continuando ad arricchirsi indebitamente con l’aggiudicazione illecita degli appalti indetti da vari enti locali per la gestione dei rifiuti. Avrebbero poi distratto l’intero patrimonio aziendale della Cogesi, portandola al fallimento, impiegando i capitali per acquistare immobili e beni di lusso (tra cui auto e imbarcazioni). E avrebbero costituito la nuova Eco Industry S.r.l. con sede a San Giuseppe Jato per continuare con lo stesso schema fraudolento.

Oltre alle misure cautelari, il gip ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei profitti illeciti del complesso aziendale della Eco Industry srl, di un immobile a San Cipirello e di due auto di lusso, tra cui una Ferrari 488, per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro.

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Questo è un articolo pubblicato il 16-07-2021 alle 11:55 sul giornale del 17 luglio 2021 - 169 letture

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