Mafia, estorsioni a Brancaccio e Ciaculli: 16 arresti

3' di lettura 20/07/2021 - Sedici persone sono state arrestate a Palermo in una operazione congiunta di polizia e carabinieri, coordinati dalla Dda di Palermo, che ha riguardato il mandamento mafioso di Brancaccio-Ciaculli

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia palermitana, ha svelato gli organigrammi delle famiglie mafiose di Roccella e di Brancaccio e individuato gli elementi di vertice dei clan. In manette sono finiti Giovanni Di Lisciandro, 70 anni; Stefano Nolano,42 anni; Angelo Vitrano, 63 anni; Maurizio Di Fede, 53 anni; Gaspare Sanseverino, 48 anni; Girolamo Celesia, 53 anni;Sebastiano Caccamo, 65 anni; Giuseppe Ciresi, 32 anni; Onofrio Claudio Palma, 43 anni; Rosario Montalbano, 35 anni; Filippo Marcello Tutini, 60 anni; Salvatore Gucciardi, 41 anni; Giuseppe Caserta, 45 anni; Giuseppe Greco, 63 anni; Ignazio Ingrassia, 71 anni; Giuseppe Giuliani, 58 anni.

Sono tutti accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa e estorsione aggravata. Secondo gli investigatori, al vertice della famiglia mafiosa di Roccella, ci sarebbero Giovanni Di Lisciandro e Stefano Nolano, mentre la fagmiglia di Brancaccio era guidata da Girolamo Celesia e Filippo Marcello Tutino. A guidare il mandamento di Ciaculli Leandro Greco, cugino di Leandro Greco, il referente della commissione provinciale di Cosa nostra arrestato due anni fa.

Al centro dell'inchiesta le attività estorsive delle famiglie mafiose ai danni di supermercati, autodemolitori, macellerie, bar, discoteche, farmacie, panifici, imprese di costruzione, rivendite di auto di Brancaccioa e Ciaculli. Sono quasi 50 gli episodi di estorsione ricostruiti dagli inquirenti. Dalle indagini è emerso come i pochi negozianti rimasti aperti durante l'emergenza Covid, peraltro con volumi di affari esigui, fossero stati costretti a versare i soldi a Cosa Nostra. Nessuna vittima del racket ha mai presentato denuncia alle forze dell’ordine.

Blitz antimafia, le parole del sindaco Orlando

Questo il commento del sindaco Leoluca Orlando: "Esprimo un forte apprezzamento all'Arma dei Carabinieri, alla Polizia di stato e ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, che in una brillante operazione congiunta hanno smantellato una fitta rete di estorsioni a Brancaccio e a Ciaculli. Inoltre, secondo quanto emerso dalle indagini, gli interessi di Cosa Nostra sarebbero rivolti alla gestione di terreni per creare nuovi cimiteri privati. L'amministrazione comunale ha sempre sostenuto con forza la propria scelta politica di non consentire la creazione di nuovi cimiteri privati in città. Che, appunto, sembrerebbero essere obiettivi dell'organizzazione criminale. Il comune di Palermo si costituirà parte civile. L'operazione, inoltre, è la conferma che la mafia non governa più la città e che le forze dell'ordine sono sempre pronte ad intervenire ogniqualvolta Costra nostra prova a rialzare la testa. Per questo bisogna continuare a non abbassare la guardia e rafforzare, non solo con azioni di repressione, sempre più quel cambiamento culturale che ha contraddistinto in questi anni la città".

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Questo è un articolo pubblicato il 20-07-2021 alle 12:48 sul giornale del 21 luglio 2021 - 128 letture

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