Ponte sullo Stretto, Giovannini: "Progetto di fattibilità entro primavera"

5' di lettura 04/08/2021 - Il ministro delle infrastrutture Enrico Giovannini, in audizione alle commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera, ha fatto il punto sul ponte sullo Stretto di Messina. Si riparte da zero, con un nuovo progetto di fattibilità

Sulla questione dell'attraversamento stabile dello Stretto di Messina "la possibilità concreta per dar seguito all'impegno del governo, espresso dalla Camera con un ordine del giorno" sarebbe di "procedere con la redazione di progetto di fattibilità tecnica ed economica andando ad indagare tutti gli aspetti che il gruppo di lavoro ha segnalato sul piano del progetto in quanto tale da un punto di vista ingegneristico, naturalistisco, sismico per le due opzioni", ossia l'ipotesi a una e l'ipotesi a tre campane per il ponte. Lo ha detto il ministro delle infrastrutture e mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, in audizione alle commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera.

"Si segnala a tale proposito - spiega il ministro - che è disponibile il finanziamento di 50 milioni, individuato con la legge di bilancio 2021. La prima fase del progetto di fattibilità potrebbe concludersi entro la primavera del 2022, per avviare un dibattito pubblico e pervenire a una scelta condivisa in modo tale da evidenziare nella legge di bilancio 2023, come indicato dall'odg, le risorse nel caso in cui si scelga uno dei due impianti progettuali". In ogni caso "sarebbe opportuna l'istituzione di un gruppo di lavoro dedicato a supportare e coordinare l'intero processo, con la partecipazione sia di esperti che rappresentanti dei ministeri coinvolti".

"Non è vero - continua - che il Governo, assumendo la posizione del gruppo di lavoro, ritiene questa un'opera inutile. Anzi, come il gruppo di lavoro ha chiaramente detto è un'opera che ha motivazioni di carattere trasportistico, economico, sociale ed è una posizione condivisa dal Governo e dai ministri che hanno partecipato alla discussione nei mesi scorsi". "Questa è la posizione del Governo - aggiunge - non del ministro Giovannini, è una posizione che è stata presentata e discussa con il presidente del Consiglio e con il ministri competenti per materie".

"La nostra intenzione è di procedere a un affidamento a Italferr, la società del gruppo Ferrovie. Questo consentirebbe di ridurre i tempi visto tra l'altro che è una società di grande qualità, conosciuta anche a livello internazionale". "Stiamo verificando con Italferr i tempi - prosegue - ossia la mia indicazione della primavera 2022, che vuol dire entro giugno dell'anno prossimo. Quindi, vuol dire di fatto 9 mesi. E' una valutazione che possiamo fare per stringere ulteriormente questi tempi, pero' ricordo che l'oggetto del piano di fattibilità tecnico-economica è quello indicato dal gruppo di lavoro, che è piuttosto complesso anche per integrare i materiali già esistenti". Questa tempistica "sarebbe comunque sufficiente a consentire di indicare nella Legge di bilancio 2023 e anni successivi le decisioni che il Governo e il Parlamento vorranno prendere sulla base di questo studio di fattibilità".

"Il gruppo di lavoro - sottolinea il ministro - ritiene che sia più efficiente finanziare il sistema di attraversamento stabile interamente, in modo trasparente, a carico della finanza pubblica". "Certamente - aggiunge - il progetto di finanza va valutato da un organo specifico della presidenza del Consiglio dei ministri e dunque, quello che la Commissione segnala, è che quel progetto dell'epoca andrebbe comunque adeguato non solo per i motivi ambientali sollevati dalla Commissione Via, ma anche per il fatto che in 10 anni la situazione dei costi è certamente cambiata. E il punto cruciale è che la Commissione suggerisce un investimento ancora più forte da parte del settore pubblico proprio perché gli esperti presenti nella Commissione hanno ritenuto che il costo dell'opera sia così ingente che, in ogni caso, anche se ci fosse la compartecipazione dei privati, il costo per la manutenzione e per la gestione poi dell'opera stessa e per l'attraversamento imporrebbe dei pedaggi, o comunque dei canoni, estremamente elevati che comunque finirebbero sul costo della finanza pubblica".

"Un elemento importante a mio parere è quello che riguarda la questione del chiedere eventualmente all'Unione europea un anticipo. Quest'opera è inserita nelle opere del 'Corridoio' e quindi c'è la possibilità di avviare un'interlocuzione con la Commissione europea sulla base però di un progetto" con "dettagli di fattibilità tecnico-economico, non di un progetto esecutivo", quindi un progetto "accettabile per l'interlocuzione con l'Unione europea". Poi precisa: "Non sarebbe uno studio di fattibilità 'a maglie larghe', tutt'altro. Per prendere una decisione finale, che possa essere condivisa dalle forze politiche che riterranno opportuno condividerla ma anche dalla società nel suo complesso, bisogna sciogliere tutti i nodi di cui si parla da tempo".

In conclusione, sottolinea Giovannini, "il Governo non ha nessuna intenzione di 'dare un calcio alla lattina', come dicono gli anglosassoni, o di buttare semplicemente 'la palla avanti'. Questo è un approccio serio, è un approccio basato su dati non solo scientifici disponibili ma anche sulle valutazioni attente sia dei trascorsi che delle necessità di prendere una decisione informata. E quindi riteniamo che avviare lo studio di fattibilità tecnico-economico sia la soluzione più adeguata per giungere nei tempi indicati a prendere una decisione come quella che tutti noi auspichiamo".






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 04-08-2021 alle 12:20 sul giornale del 05 agosto 2021 - 124 letture

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