Agricoltura: un bene prezioso dimenticato! L’agronomo Ciro Miceli ha le idee chiare su cosa fare

2' di lettura 21/05/2022 - L’agricoltura in Sicilia sta soffrendo tantissimo e, come ci dice subito l’agronomo Ciro Miceli -da noi raggiunto - questa è una situazione che ha radici antiche e non mi stancherò mai di ripeterlo, l’agricoltura in Sicilia è abbandonata da più di vent'anni.

Ciro Miceli assiste tantissime aziende agricole in Sicilia, occupandosi anche di politica agricola non in senso stretto istituzionale, ma come esperto e come conoscitore dei tanti problemi che attendono, da numerosi anni, soluzioni univoche, condivise, possibilmente ad ampio respiro e che valorizzino e determinino un radicale cambiamento nella politica degli interventi per ripristinare un’economicità delle produzioni agricole oltre che del valore e della qualità delle nostre produzioni.

La nostra è un’agricoltura di alta qualità-prosegue Miceli- per il clima, per la terra, per la tradizione, ma spesso trova spazio altrove, anche fuori dall’Italia e non in Sicilia. E’ un fiume in piena Ciro Miceli quando ci riferisce dei bisogni degli agricoltori, tinteggiando il suo intervento con la foga che soltanto i conoscitori dei problemi sanno fare. Devono sapere tutti, precisa l’agronomo, che le spese per gli agricoltori continuano ad aumentare, per la semina, per i concimi e fitosanitari che sono utilizzati, oggi anche per le insostenibili spese energetiche e per la mano d’opera che non si trova più facilmente. Così si cambiano le colture, abbandonando il grano, grande bene prezioso di grandissima qualità, con quelle più innovative e sicuramente più remunerative (mango, papaia, avocado).

Nell’agrigentino, zona dalla quale provengo, esattamente da Burgio, nella quale qualche anno addietro il grano era ampiamente coltivato, oggi se ne coltiva pochissimo. Anche la tropicalizzazione del clima ha aggiunto un’altra difficoltà, perché ha portato anche nuovi insetti che per essere debellati hanno bisogno dell’uso di fitosanitari. Chiediamo a Miceli, cosa fare per migliorare questa situazione e per uno sviluppo più armonico?

Alcune cose si possono fare con rapidità – ci risponde prontamente Ciro Miceli- come ad esempio migliorare e ripristinare una viabilità agricola, sostenere in questa fase gli agricoltori per i costi elevati dei prodotti necessari all’agricoltura (fosforo, potassio ecc) e delle spese energetiche e, grande sfida del futuro, fare associazionismo per essere competitivi, perché la media degli appezzamenti di terreno coltivato in Sicilia è di cinque ettari (da uno a dieci ettari). La diagnosi è stata fatta, attendiamo una buona terapia, sicuramente con pronte e organiche risposte dalla politica che deve sapere ascoltare gli agricoltori e le loro necessità.

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Questa è un'intervista pubblicata il 21-05-2022 alle 15:02 sul giornale del 23 maggio 2022 - 535 letture

In questo articolo si parla di attualità, intervista, Claudio Di Gesù

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