L'ex calciatore Omolade trovato morto a Palermo

2' di lettura 13/06/2022 - Il 39enne nigeriano era stato un simbolo dell'antirazzismo nel calcio

Lutto nel mondo del calcio per la morte di Akeem Omolade Oluwuashegun, ex attaccante di Torino e Treviso. Il calciatore nigeriano è stato ritrovato morto questa mattina all’interno di un’auto nel quartiere Ballarò di Palermo. Il calciatore, che anni fa era diventato un simbolo dell’antirazzismo a livello nazionale, aveva 39 anni. Omolade è stato trovato morto questa mattina all’interno di una Peugeot in via Martoglio.

Da quanto appreso, il calciatore nigeriano era appena salito sull’auto di un amico che lo avrebbe dovuto accompagnare a fare un esame al Policlinico. Il 39enne ha accusato un malore improvviso: l’amico ha subito chiamato i soccorsi ma per l’uomo non c’è stato niente da fare. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri. Gli inquirenti escludono la morte violenta, dato che sul corpo dell’ex calciatore non sono stati trovati segni di lesioni esterne. Tra le possibili cause del decesso un malore, ma anche un caso di malasanità. Secondo quanto emerso infatti negli ultimi giorni Omolade era andato più volte in ospedale per dei dolori a una gamba, senza risolvere il problema. Proprio oggi il 39enne avrebbe dovuto fare un nuovo esame al Policlinico: aveva chiamato un amico per accompagnarlo perché aveva difficoltà nel camminare. I carabinieri hanno acquisito la sua documentazione medica.

Originario della Nigeria, Akeem Omolade Oluwuashegun viveva in Italia da quando aveva 17 anni. Calciatore professionista, nelattaccante di ruolo, nel corso della sua carriera ha militato in numerose squadre, Treviso e Torino su tutte. Con la maglia granata aveva collezionato cinque presenze in Serie A nella stagione 2002-2003. Negli ultimi anni il calciatore classe ’83 si era stabilito con la famiglia in Sicilia dove aveva continuato a giocare nelle serie minori.

Omolade era balzato agli onori della cronaca nel 2001 quando indossava la maglia del Treviso, in B. In occasione di una partita, un gruppo di ultras della sua squadra, non nuovi ad episodi di razzismo, ritirarono gli striscioni e abbandonarono lo stadio per protestare contro l’acquisto di un giocatore di colore. Nella giornata successiva, tutti i calciatori e lo staff del Treviso entrarono in campo con il volto dipinto di nero per solidarizzare con il compagno di squadra e manifestare contro il razzismo. L’episodio fece il giro dell’Italia e non solo.






Questo è un articolo pubblicato il 13-06-2022 alle 21:01 sul giornale del 14 giugno 2022 - 131 letture

In questo articolo si parla di cronaca, redazione, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/daZT





logoEV