La grande odissea del superbonus edilizia 110

2' di lettura 26/02/2023 - Da un lato cantieri fermi con impalcature fantasma e inquilini inferociti, dall'altra imprenditori edili con milioni di crediti incagliati non anticipati dalle banche, se non a percentuali altissime (30/40%), centinaia di operai dell'edilizia che rischiano il licenziamento e migliaia di aziende il fallimento.

"Il Superbonus è l’agevolazione fiscale disciplinata dall’articolo 119 del decreto legge n. 34/2020 (decreto Rilancio), che consiste in una detrazione del 110% delle spese sostenute dall’1 luglio 2020 per la realizzazione di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici. Tra gli interventi agevolati rientra anche l’installazione d’impianti fotovoltaici e delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici”.

Un quadro a tinte fosche se non addirittura nere, è quello che ci rappresenta un noto costruttore di Palermo Michele Lo Valvo- da noi raggiunto per un'intervista. Facciamo parte-così esordisce- di quelle aziende chiamate "esodati 110", circa cinquemila, che soffrono, che gridano dolore dalla mattina alla sera, perché non ce la facciamo più, i nostri cassetti fiscali stanno esplodendo, personalmente ho circa sette milioni.

Abbiano raggiunto più di trenta prospetti ultimati, quattordici sono ancora al 60/70% e a oggi non sappiamo più come andare avanti. Peraltro, per quanto riguarda i condomini ci sono anche gravi problemi di sicurezza. Alcuni, infatti, sono stati fatti oggetto di visite notturne, avendo dall'esterno, attraverso i ponteggi, facilitato la possibilità d'accesso nei singoli appartamenti. Non riusciamo più materialmente ad andare in avanti, perché non si possono pagare operai e fornitori senza riscuotere mai denaro; siamo bloccati da più di un anno e mezzo. La realtà-prosegue Lo Valvo- è che in questo bailamme le uniche a guadagnarci sono le banche. Abbiamo la necessità che da parte del Governo si sblocchi tutto, anche perché, con i dovuti distinguo su chi ha truffato, questo bonus ha permesso di far lavorare più di 900 mila persone.

Al danno la beffa, cioè oltre a non prendere soldi dallo Stato, noi comunque dobbiamo pagare la cassa edili (Ce.Pi.Ma), perché qualsiasi irregolarità nel pagamento dei contributi, non ci permetterebbe di avere il famoso certificato DURC che identifica la regolarità contributiva. Personalmente ho assunto sessanta operai e per me e un'enorme disagio dire a un operaio "oggi sta a casa perché non posso pagarti", dopo più di trent'anni di onorata attività.

La politica deve dare risposte immediate, anche perché questa legge è stata promulgata dallo Stato, e se lo stesso la rinnega, non proponendo eventuali aggiustamenti, ma soltanto un blocco improvviso, possiamo solo sperare che la ragionevolezza prevalga, magari con un intervento degli uomini e della politica siciliana.

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Questa è un'intervista pubblicata il 26-02-2023 alle 23:52 sul giornale del 27 febbraio 2023 - 160 letture

In questo articolo si parla di lavoro, intervista, Claudio Di Gesù

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