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intervista

Alessio Lu Coriu, artigiano del cuoio in un vicolo dell’antico quartiere della Kalsa

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Un piccolo vicolo, quasi nascosto nella via Alloro, un’antica via di Palermo con numerose costruzioni, Palazzi nobiliari, Chiese, che custodiscono le numerosissime bellezze della storia millenaria della città, nella zona antichissima della Kalsa, accanto al Giardino dei Giusti. Per essere identificato questo piccolo vicolo ha un numero, esattamente “Vicolo 4”.

Anche se le coordinate fornite sono precise, in realtà giunti sul luogo, bisogna stare attenti per identificarlo, tanto è ben nascosto da piante e fiori. Poco più di trenta metri in cui alcune attività artigianali con caratteristiche ben precise hanno messo radice.

Una di queste è quella di un artigiano che ha fatto dell’amore per la lavorazione del cuoio una seconda attività. Abbiamo incontrato Alessio Lu Coriu, il cui cognome aggiunto in realtà non è il suo, ma ha preso in prestito il vecchio nome di com’era chiamato anticamente in siciliano il cuoio, cioè “Lu coriu”. Pensate a quanta immedesimazione in quest’attività, in questo luogo sereno, da parte di Alessio. Un’intervista particolare in un luogo particolare permeata da un odore costante di cuoio che, ci tiene subito a riferire Alessio, non sente più, tanto le sue narici si sono assuefatte a questo caratteristico odore.

Da curiosità iniziale - così esordisce Alessio - nata da un regalo ricevuto, un porta libri fatto in cuoio comprato da un artigiano di S. Vito Lo Capo, nota località balneare del trapanese, presto ho ben capito che il mio era un desiderio ben più profondo e così iniziai come hobby e in seguito ho fatto un’esperienza come giovanotto di bottega a Martina Franca in Puglia, creavo portachiavi e braccialetti con il nome e cercavo di capire se mi divertivo oppure no. Subito dopo un’altra esperienza a Gijon in Spagna sotto la guida di Margot Cambreros.

In realtà mi divertivo un sacco e da questo nasce l’idea iniziale di fare soltanto accessori per musicisti, perché la mia passione per gli strumenti musicali è veramente grande. Poi, esigenze vogliono che la cintura e il porta tabacco ti sia richiesto e quindi li fai. In realtà non sono poi tanti i musicisti che investono in accessori di cuoio, però quando arrivano, sono felicissimo di esaudire le loro richieste.

Perché aprire un’attività artigianale in questa zona, dove in realtà non è presente un turismo di massa e dove l’attività stessa, se non cercata, non è in bella vista? Abbiamo cercato e interpretato questo vicolo, insieme agli altri artigiani della zona -cosi prosegue Alessio Lu Coriu- come un posto che rimanesse un po’ più ovattato rispetto al mega flusso di turismo, che da un lato è una cosa bellissima, dall’altro lato tende a invadere parecchio la città e a renderla per certi versi meno vivibile. Questo lavoro, lo ricordo sempre a me stesso, me lo sono scelto e nella mia idea c’è sempre quella di non diventare mai vittima di me stesso.

Costruire un posto dove ci fosse tutto quello che mi piace, cioè le piante, i libri, il cuoio, gli strumenti musicali e per fortuna, intorno a me, ho trovato e ci siamo ritrovati con altre realtà interessanti che ci hanno aiutato a diventare visibili, ad esempio la nascita del Borgo dei Giusti, il Giardino dei Giusti, con tutte le attività culturali connesse. Ci sono tante attività culturali che avvengono qua attorno- conclude Alessio - ad esempio facciamo delle piccolissime mostre da marzo a ottobre. C’è un po’ di movimento, però è un turismo selezionato e molto curioso e la persona che entra nel vicolo solitamente è una persona curiosa. Prendiamo e accettiamo anche noi come un complimento da parte di Alessio quest’ultima frase e naturalmente la estendiamo a tutti coloro che come noi hanno desiderio di conoscere, confortati, ve lo assicuriamo dalla scoperta di un luogo fuori dai circuiti tradizionali.

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Questa è un'intervista pubblicata il 10-09-2023 alle 17:42 sul giornale del 11 settembre 2023 - 294 letture






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